Nuova proroga all’entrata in vigore della riforma delle intercettazione

Una nuova proroga all’entrata in vigore della riforma delle intercettazione. Giunti alla fine del primo quadrimestre del 2020, tracciamo un bilancio di quanto accaduto fino a oggi.

Proroga all’entrata in vigore della riforma delle intercettazioni e COVID-19

Il blocco delle attività derivanti dalla pandemia da Covid-19 ha avuto le sue conseguenze anche sul “sistema Giustizia” che, pur cercando di organizzare la ripresa per svolgere alcune attività da remoto come udienze e colloqui con i detenuti, ha subito un significativo rallentamento delle sue attività.

Nasce principalmente da questa motivazione della nuova proroga all’entrata in vigore della riforma delle intercettazione.

Originariamente previsto per “i procedimenti penali iscritti dopo il 30 aprile 2020”, con l’art. 1 del decreto legge n. 28 del 30 aprile 2020 ha differito tale termine “a dopo il 31 agosto 2020”.

Secondo le disposizioni del decreto legge n. 161 del 30 dicembre 2019, così come modificato dalla sua legge di conversione n. 7 del 28 febbraio 2020, la normativa sulle intercettazioni di conversazioni e comunicazioni di cui al d.lgs. n. 216 del 2017 e alle successive modifiche intervenute con il decreto legge suddetto si sarebbe dovuta applicare ai “procedimenti penali iscritti dopo il 30 aprile 2020”, ciò anche per portare a compimento i lavori di adeguamento tecnologico delle Procure per il conferimento dei risultati delle intercettazioni di conversazioni e comunicazioni e per la loro conservazione nell’archivio informatico.

nuova proroga all'entrata in vigore della riforma delle intercettazione

Criticità e punti di forza dell’intervento normativo

In un precedente contributo erano state analizzate le criticità e i punti di forza dell’intervento normativo di fine 2019 a cui rimandiamo.

Nel frattempo anche l’ufficio del Massimario della Corte di Cassazione lo scorso mese di marzo si è pronunciato circa l’intervento normativo effettuato con il decreto legge n. 161 del 2019, formulando alcuni importanti rilievi riassumibili nei punti di seguito riportati:

  1. la Riforma presenta una scarsa incisività sul fronte della privacy, nonostante la previsione normativa che fa ricadere in capo al pubblico ministero l’onere circa l’inserimento o meno di brani di intercettazioni nei brogliacci;
  2. sussistono problemi di diritto transitorio nella previsione di applicazione delle norme “ai procedimenti iscritti successivamente alla data del 30 aprile 2020 (ora prorogata al 31 agosto 2020 n.d.r.)”;
  3. relativamente all’utilizzo dei risultati delle intercettazioni in procedimenti diversi, genericità del concetto di “rilevanza” rimesso alla decisione del Giudicante.

Il nuovo intervento del Governo e il rinvio all’entrata in vigore della riforma sulle intercettazioni

In ragione delle conseguenze anche sul sistema Giustizia dell’emergenza sanitaria derivante dalla pandemia da Covid-19, il Governo è intervenuto con l’articolo 1 del decreto legge n. 28 del 30 aprile 2020, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 111 del 30 aprile 2020, a differire “a dopo il 31 agosto 2020”  il termine originariamente fissato “a dopo il 30 aprile 2020”  della data a partire dalla quale si applicherà “ai procedimenti penali iscritti” la normativa sulle intercettazioni di conversazioni.

La proroga all’entrata in vigore della riforma delle intercettazioni appena disposta non riguarda il comma 6 dell’art. 2 del decreto legge n. 161 del 2019, che prevede l’emanazione di un Decreto del Ministero Giustizia nel quale saranno indicate le modalità ed i termini a decorrere dai quali il deposito degli atti e dei provvedimenti relativi alle intercettazioni sarà eseguito in formato telematico.

Il Decreto ministeriale quindi potrebbe essere pubblicato prima della suddetta data del 31 agosto 2020.

Ricordiamo che, in materia di decreti ministeriali attuativi, la normativa di riforma del sistema delle intercettazioni di conversazioni e comunicazioni prevede altresì l’emanazione di provvedimenti ministeriali in materia di requisiti tecnici dei programmi informatici funzionali alla esecuzione delle intercettazioni e di regole di accesso all’Archivio informatico gestito dal Procuratore della Repubblica.

di Alfonso Buccini

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