Intercettazioni: le tappe del Decreto Orlando mai entrato in vigore

Nel presente articolo sul tema intercettazioni vediamo di conoscere la riforma di fine anno ripercorrendo le tappe del “Decreto Orlando”, mai entrato definitivamente in vigore.

Il decreto legislativo n. 216 del 2017, meglio noto come “decreto Orlando” di riforma del sistema delle intercettazioni, era stato emanato sulla base della delega legislativa di cui ai commi da 82 a 84 dell’articolo 1 della legge di riforma del Codice Penale e del Codice di Procedura Penale n. 103 del 23 giugno 2017 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 8 del giorno 11 gennaio 2018.

Il suddetto decreto, anche per dare modo alle Procure di adeguare le loro infrastrutture ad alcune novità introdotte, aveva previsto che alcune delle norme in esso contenute entrassero in vigore trascorsi i canonici quindici giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, mentre quelle di natura più operativa e collegate all’adeguamento delle infrastrutture delle Procure sarebbero entrate in vigore dopo centottanta giorni, ovvero il 26 luglio del 2018.

Il cambio di maggioranza governativa a seguito delle elezioni politiche del marzo 2018 con un nuovo titolare del dicastero della Giustizia con idee diverse dal suo predecessore sulla riforma del sistema delle intercettazioni ha portato, in attesa di trovare un accordo su come intervenire, ad alcune proroghe della entrata in vigore delle norme di cui agli articoli 2, 3, 4, 5 e 7 del d.lgs. n. 216 del 2017: la prima “a dopo il 31.03.2019” operata con il decreto-legge n. 91 del 25.07.2018, la seconda “a dopo il 31.07.2019” operata con il comma 1139 dell’art. 1 della legge 30.12.2018 n. 145 (“Legge di Bilancio 2019”) ed infine la terza “a dopo il 31.12.2019” con il decreto-legge n. 53 del 14 giugno 2019.

Oltre alle proroghe della sua entrata in vigore, il “decreto Orlando” è stato anche modificato ad opera della legge n. 3 del 2019, meglio nota come “Legge Spazzacorrotti” che, riformando l’articolo 6 del d.lgs. n. 216 del 2017 e implementando l’art. 266, comma 2-bis, del codice di procedura penale  ha ammesso l’intercettazione a mezzo captatore informatico anche nei luoghi di privata dimora ex art. 614 codice penale per i reati dei pubblici ufficiali contro la P.A. puniti con la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni.

Le critiche al Decreto Orlando

Fin dal momento della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo n. 216 del 2017 è stato oggetto di molti rilievi critici dei quali si può trovare traccia anche sul sito del CSIG Bologna ed in prossimità della scadenza dell’ultima proroga, fra chi nell’attuale Governo ne proponeva ancora un’altra anche se breve e chi premeva per l’entrata in vigore delle norme ancora sospese del decreto legislativo n. 216 del 2017 ha prevalso una soluzione “mediana”, ovvero il Consiglio dei Ministri del 21 dicembre scorso ha approvato un decreto-legge che, stando ai comunicati stampa pubblicati, apporta profonde modifiche alla disciplina previgente, decreto-legge sui cui contenuti vi informeremo nel momento in cui esso sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

di Alfonso Buccini

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