Recensione del volume “Digital forensics” di Roberto Murenec, 2021

Negli ultimi anni le cosiddette “evidenze digitali” stanno avendo un ruolo sempre più rilevante, in modo particolare per quanto riguarda le indagini per l’individuazione dei reati informatici o di reati commessi mediante l’utilizzo di strumenti informatici.

In particolare dai primi mesi del 2020 questo fenomeno si è acuito a causa della pandemia.

Si è registrato un significativo aumento del ricorso al digitale sia per quanto riguarda le attività lavorative che l’intrattenimento e le relazioni sociali attraverso l’utilizzo di piattaforme social o di social network e dei vari sistemi di “instant messaging”.

Le varie fasi dell’attività di trattamento di una evidenza digitale vanno sotto il nome di Digital Forensics.

Dall’individuazione, all’estrazione, all’analisi alla conservazione delle evidenze digitali e fino ad arrivare alla presentazione dei risultati dell’attività in dibattimento.

Digital forensics è anche il nome del volume di Roberto Murenec, ispettore della Guardia di Finanza laureato in Giurisprudenza e con ulteriori studi sulla materia, da alcune settimane disponibile in libreria e sui consueti canali di vendita online.

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Il volume è redatto con taglio estremamente pratico e rivolto principalmente a coloro che per lavoro devono trattare le suddette evidenze digitali presenti sia sui dispositivi che rinvenibili sulle piattaforme di social network e nei sistemi di “instant messaging”.

Il volume si apre con una doverosa introduzione che analizza il quadro normativo di riferimento, sia a livello sovranazionale che nazionale.

A fronte di una costante evoluzione tecnologica della materia fa da contraltare la difficoltà delle leggi e dei regolamenti a stare al passo con tale evoluzione.

Quindi, nelle pagine successive, si passa al “core” dell’opera stessa, ovvero all’analisi di tutti gli aspetti connessi alla “prova” informatica, dalla sua individuazione al processo di estrazione e cristallizzazione della stessa, alla successiva analisi.

L’ultima fase è la presentazione dei risultati in dibattimento per la valutazione da parte del collegio giudicante ai fini dell’attribuzione di eventuali responsabilità o anche per essere usata come alibi per dimostrare di non aver commesso un determinato reato.

Proprio in ragione dell’importanza che una evidenza digitale può avere ai fini delle sorti di un procedimento giudiziario, tutti questi aspetti del trattamento dell’evidenza digitale vengono analizzati nel volume con particolare attenzione.

Sono costanti i riferimenti sia alla normativa sia alla giurisprudenza ed alla dottrina più rilevanti in materia.

Il lettore che volesse approfondire tali aspetti potrà rivolgersi utilizzando i riferimenti presenti nelle numerose note a margine dei vari capitoli del volume.

Un’opera come detto assai pratica, essenziale ma allo stesso tempo piuttosto approfondita.

Trova i suoi lettori più interessati fra chi ogni giorno, sia dal lato delle forze dell’ordine che dei consulenti tecnici si trova a dover trattare le evidenze digitali ormai presenti in quasi tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana.

Il volume è interessante anche per gli studiosi e i cultori della materia che troveranno in essa particolari spunti per approfondire le loro conoscenze ed anche spunti di discussione e dibattito.

La “Digital Forensics”, essendo una materia in continua evoluzione, fa sì sono le numerose pubblicazioni che su di essa sono state date alle stampe negli ultimi tempi.

Se ben fatte come quella di Roberto Murenec, non sono da considerare come una “iperproduzione” scientifica a danno della qualità delle stesse ma al contrario come una ulteriore opportunità di arricchimento culturale e professionale per tutti coloro che si confrontano con questa disciplina.

di Alfonso Buccini


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