Operazione “ignota”: gestione informatica degli elenchi delle denunce a carico di ignoti

Il presente contributo intende riflettere sugli esiti di una ricerca condotta nell’ambito del percorso di Dottorato di ricerca in Informatica giuridica (CIRSFID, Università di Bologna), in riferimento alla gestione informatica degli elenchi ignoti (ex art 107 bis disp att. c.p.p) mediante Sistema Informativo della Cognizione Penale (SICP). Con l’occasione è stato infatti possibile analizzare sul campo quelle condizioni tecnico-organizzative che favoriscono, in un quadro più ampio, il successo dell’implementazione di sistemi informativi e l’introduzione di novità tecnologiche in ambito Giustizia come ad esempio il Processo Penale Telematico.

La risposta si può riassumere in un approccio all’innovazione tecnologica di tipo “pragmatico-incrementale” la cui peculiarità è rappresentata dalla tendenza alla semplificazione e a politiche di progressivo allineamento e adattamento delle componenti frammentate dell’infrastruttura dell’informazione: le varie componenti tecniche, normative, organizzative ed istituzionali dell’innovazione si sperimentano su un piccolo nucleo da gestire sulla base di un progressivo allineamento fino ad ottenere l’adozione stabile della innovazione tecnologica. Sul punto cfr. Carnevali D. (a cura di) Soggetti Smarriti. Perché innovazione e Giustizia non si incontrano (quasi) mai, 2010, Franco Angeli.

Questa modalità di diffusione delle tecnologie informatiche, per avere esito positivo, necessita anche dell’adozione, nel percorso di innovazione, di un approccio di mediazione tra i soggetti ad esso preposti in ragione della complessità organizzativa che caratterizza gli Uffici Giudiziari dove coesistono: (i) la magistratura, caratterizzata da forti logiche d’azione autonome ed indipendenti degli attori, (ii) il personale amministrativo, nell’ambito del quale i rapporti sono regolati rigidamente e anche (iii) le Forze dell’Ordine.

In particolare la ricerca sono stati confermati nell’ambito del progetto “elenchi ignoti” della Procura della Repubblica di Bologna finalizzato all’iscrizione informatizzata delle denunce a carico di ignoti ai sensi dell’articolo 107 bis disp. att. c.p.p., relativamente alle quali le indagini svolte dalle Forze dell’Ordine hanno avuto esito negativo. Le denunce, depositate mensilmente negli Uffici della Procura della Repubblica e trasmesse dalle Forze dell’Ordine tramite Portale Notizie di Reato, dopo essere state valutate dal Pubblico Ministero, vengono definite con richiesta di archiviazione.

Il Sistema Informativo della Cognizione Penale (SICP)

sicpI cd. “elenchi ignoti”, negli uffici giudiziari italiani, vengono sostanzialmente gestiti nel Sistema Informativo della Cognizione Penale secondo due modalità in base a scelte discrezionali di ogni Procura della Repubblica:

  1. Le denunce contenute in ogni elenco sono iscritte a SICP con l’assegnazione di un unico RGNR all’interno del quale, nel campo “parte offesa” e nel campo “qualifica giuridica del fatto”, vengono inserite quelle facenti parte dell’elenco. Il vantaggio di tale modalità consiste sicuramente nella rapidità di iscrizione e definizione del procedimento poiché ad un numero di RGNR corrispondono tutte le denunce dell’elenco (a meno che il PM non ritenga di procedere diversamente) ma da un punto di vista informatico, gestionale e archivistico l’archiviazione dei dati è sommaria e forse in contrasto, tra l’altro, anche con l’incentivo alla qualità del dato che viene fortemente sollecitato, dalle recenti circolari ministeriali.
  2. Ogni denuncia dell’elenco ignoti viene singolarmente iscritta a SICP il quale assegna ad ognuna di essa un distinto numero di RGNR. Quindi ogni parte offesa che ha sporto denuncia avrà il proprio RGNR di riferimento. L’iscrizione richiede un investimento di tempo superiore rispetto alla prima modalità ma i dati inseriti nel SICP sono realistici ed individuano ogni parte offesa e relativo reato con certezza. Inoltre, come verrà chiarito tra poco, l’iscrizione a SICP, se ne vengono utilizzate le funzioni previste e se gli elenchi vengono depositati secondo modalità standardizzate, avviene comunque in tempi ragionevolmente brevi.

La Procura della Repubblica di Bologna nel 2017 opta per la soluzione SICP di cui al punto 2, ma inizialmente l’iscrizione avveniva importando singolarmente ciascun portale facente parte dell’elenco mensile ad opera dell’Ufficio Registro Generale che predisponeva anche i moduli in formato word relativi alla richiesta di archiviazione, la nota spese e il decreto del GIP. L’ufficio del PM titolare dei procedimenti, poi, per i medesimi elenchi ne scaricava informaticamente la richiesta definitoria nel SICP con le relative attività di ricerca e scarico dei procedimenti (anche se cumulativa). Con questa modalità di lavoro, in poco tempo si è venuto a creare un cospicuo arretrato. Le attività del gruppo di lavoro impegnate sul progetto “elenchi ignoti” sono state determinanti per la soluzione del problema, attraverso una riorganizzazione delle attività e l’uso di funzione contemplate dallo stesso SICP.

La riorganizzazione è stata possibile utilizzando un approccio pragmatico-incrementale all’innovazione tecnologica e di mediazione tra i soggetti.

Infatti ben presto ci si è resi conto che il SICP prevedeva la funzione di iscrizione cumulativa e che era possibile estrarre i portali dell’elenco semplicemente impostando alcuni criteri di ricerca; era sufficiente selezionare a SICP il numero di portale minore e maggiore dell’elenco e l’Ufficio Fonte che lo aveva depositato. Appurato ciò si è proceduto a richiedere ad alcuni Uffici Fonte che, nell’elenco, i portali venissero riportati in ordine cronologico dal minore al maggiore affinché fosse possibile selezionarli in modo cumulativo a SICP. Proprio in ossequio ad un approccio pragmatico incrementale – che ha comportato risultati positivi dove utilizzato (ad esempio in diversi sistemi giudiziari del Nord Europa) le novità organizzative ed informatiche sono state introdotte solo per alcuni Uffici Fonte in forma sperimentale al fine di testarne la validità. Accertatane la fattibilità, questi accorgimenti tecnici relativi alla modalità di redazione dell’elenco sono stati gradualmente richiesti a tutti gli Uffici Fonte in modo informale e nel rispetto delle circolari in vigore sotto il vigile controllo del PM.

Si è poi presentato il serio problema della stampa delle copertine del fascicolo e della predisposizione dei provvedimenti necessari alla definizione dei procedimenti. A questo punto grazie all’ausilio di SIRIS (estrattore statistico di SICP) si è impostata una query il cui risultato viene esportato in un file excel utilizzato dunque come base di dati sia per creare in modo automatizzato tutti i file necessari alla definizione dei procedimenti che per la stampa cumulativa (utilizzando la funzione word “stampa unione”) delle copertine.

Sostanzialmente i tempi di iscrizione e definizione si sono ridotti almeno della metà e si sta lavorando al perfezionamento del sistema. Infine è stato determinante anche quell’approccio di mediazione, già anticipato, tra le varie figure coinvolte togate e non togate nel progetto, intesa come collaborazione e prospettazione delle esigenze e delle problematiche reciproche di natura organizzativa, informatica e giuridica.

Certamente senza la lungimiranza e il sostegno delle figure apicali della Procura non sarebbe stato possibile perseguire l’obiettivo prefissato.

É stato gratificante per i partecipanti, oltre a testare i benefici che la tecnologia può offrire all’attività di gestione informatico-amministrativa dei dati, percepire come la reale volontà di tutti i soggetti coinvolti nella risoluzione del problema abbia permesso di superare i numerosi ostacoli incontrati in questa avventura “giudiziaria” dal lieto fine.

Silvia Moffa

Un particolare ringraziamento alla Dr.ssa Maria Carmela Citraro, funzionario statistico della Procura Generale di Bologna il cui contributo tecnico è stato indispensabile per dar voce all’assunto.

Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente.
Per cambiare qualcosa,
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Richard Buckminster Fuller

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