Monitoraggio degli spostamenti per limitare contagio COVID-19

In questo articolo approfondiamo il tema di discussione del momento relativo al monitoraggio degli spostamenti delle persone attraverso specifiche app. Tale modalità, secondo alcuni, potrebbe aiutare a limitare il contagio da coronavirus COVID-19.

Si sta facendo strada sempre di più in questi giorni, al fine di contrastare il contagio da Covid-19, la possibilità di adottare tecniche di monitoraggio degli spostamenti a mezzo app installate su smartphone per limitare il contagio e per individuare i possibili positivi e i loro eventuali contatti al fine di metterli in quarantena ed evitare così il diffondersi dell’epidemia: evidentemente ci sono rischi per la privacy e occorrono soluzioni per evitare di trasformare questa emergenza in uno strumento di controllo di massa.

Si sta sviluppando, anche in maniera accesa in questi giorni, un dibattito  sul monitoraggio, attraverso app specifiche da installare sugli smartphone, degli spostamenti delle persone in particolare di chi potrebbe essere asintomatico ma positivo al COVID-19, ciò al fine di evitare il contagio con altri soggetti e per mettere eventualmente in quarantena quelli con i quali il contatto è già avvenuto.

Chi ne sostiene la validità porta ad esempio l’esperienza della Corea del Sud che ha adottato tale approccio per limitare i contagi; per altri invece tale controllo rappresenta un monitoraggio di massa sul tipo di quelli adottati in USA dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 che però ad emergenza terminata sono continuati per molti anni da parte della National Security Agency (NSA), come svelato da Edward Snowden qualche anno fa.

Già in questi giorni il servizio di sicurezza israeliano “Shin Bet” sta effettuando un controllo massivo degli spostamenti per evitare i contagi fra positivi e persone sane. Google, Facebook ed altre Società stanno discutendo se raccogliere i dati in forma anonima e aggregata per verificare se le persone si riuniscano in assembramenti pericolosi. Il Massachusetts Institute of Technology ha reso disponibile una app gratuita che traccia gli spostamenti. Altre Aziende del settore ICT stanno ricercando soluzioni simili.

Tutto questo, se da un lato ha i suoi vantaggi per quanto riguarda il contenimento dell’epidemia, dall’altro rappresenta un rischio per la privacy per quei Paesi che, a differenza dei regimi autoritari, ritengono che la difesa della privacy sia un baluardo della democrazia.

Il Parere del comitato Europeo per la Protezione dei Dati sul monitoraggio massivo per contenere i contagi COVID-19

Il Comitato Europeo per la Protezione dei Dati che si è riunito qualche giorno fa ha richiesto in un documento che i dati raccolti per fini di contenimento dell’epidemia vengano elaborati in modo anonimo e ha raccomandato l’adozione di tecnologie non invasive.

Tuttavia è largamente condivisa l’opinione che sia tuttavia molto difficile mantenere l’anonimato in un caso come questo in cui devono essere identificate con certezza le persone infette (o positive asintomatiche) per evitare il diffondersi della malattia.

Altro aspetto su cui molti contrari a queste misure hanno insistito, pur senza alcun presupposto ma basato solo su teorie “complottiste”, è che queste possano proseguire, all’insaputa di tutti, anche dopo che l’emergenza sarà cessata e quando la situazione non richiederà più il monitoraggio degli spostamenti delle persone attraverso la tecnologia.

Ad avviso di chi scrive, se queste misure che comprimono il diritto alla privacy possono essere temporaneamente accettate per contrastare l’epidemia, occorrono contestualmente garanzie  reali e verificabili innanzitutto che questi dati siano accessibili solo alle Autorità Sanitarie Pubbliche a fini di contenimento dell’emergenza COVID-19 e poi che, ad emergenza conclusa, le suddette misure vengano in qualche modo disattivate per far sì che non si trasformino poi in uno strumento “permanente” di controllo.

Ciò a maggior ragione tenendo presente che una volta conclusa l’emergenza sanitaria ci troveremo ad affrontare a livello economico e sociale le conseguenze che l’epidemia da COVID-19 lascerà sul terreno ed in cui i governi potrebbero trovarsi di fronte a proteste di massa laddove l’uso della tecnologia di controllo potrebbe essere un sistema per prevenirle o contenerle.

Alfonso Buccini

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