ISP – Invading Subscriber Privacy?

Pochi giorni fa il Senato (50-48 voti) e il Congresso (215-205) degli USA hanno cancellato la norma (broadband privacy rule) della Federal Communication Commission che richiedeva il permesso dagli utenti (opt-in) e l’anonimizzazione affinché gli Internet Service Provider potessero mettere in vendita a terze parti dati personali, dati geo-referenziati, dati sensibili, informazioni sui bambini, la cronologia degli accessi di un utente a siti web, la storia dei suoi utilizzi di app.

invalid subscriber privacyla browsing history vengono forniti a pagamento già da svariati gestori di social network e da siti che forniscono servizi: ma Google o Facebook, per esempio, conoscono e sono in grado di vendere la storia degli accessi “limitatamente” ai loro siti e non l’intera successione cronologica di accessi a siti Internet effettuati da un utente.

Degno di nota, da un punto di vista di potenza aggregativa della moltitudine di dati, è altresì il fatto che negli USA i provider di telecomunicazioni, creatori delle autostrade digitali, sono poco numerosi (Verizon, Comcast, AT&T, e pochi altri ) e svolgono un mestiere diverso dai fornitori di contenuti o di servizi applicativi, creatori di business innovativi lungo quelle autostrade.

invaliding subscriber privacyI voti di fine marzo 2017 del Parlamento degli USA se, come pare verosimile, saranno ratificati dal Presidente rappresentano una perdita grave per la privacy degli utenti: il crescente utilizzo di connessioni online consente agli Internet Provider di conoscere dettagliatamente siti visitati e app utilizzate e di ricostruire – con grande interesse degli investitori pubblicitari e non solo – le azioni quotidiane, le abitudini, gli spostamenti, lo stato di salute, la situazione economica di molti utenti, senza il loro consenso.

Dal punto di vista della profilazione degli utenti, già durante la campagna elettorale per le presidenziali 2016 è noto, e ha avuto impatto nella personalizzazione dei messaggi, che per ciascuno di circa 220 milioni di americani un candidato aveva raccolto, utilizzando lecitamente le potenzialità della tecnologia e il mercato dei dati personali, circa 5000 differenti elementi informativi (data point).

C’è da temere che il prossimo passo sia l’indebolimento della neutralità delle rete.

Cesare Maioli

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