Intervento su vehicle forensics e i auto a guida autonoma

I veicoli moderni, nel trasportarci da una parte all’altra, elaborano e producono una enorme mole di dati digitali, rendendoli appetibili in un’indagine di informatica forense.

Le automobili moderne contengono numerosi dati digitali che possono essere utilizzati in diversi campi di indagine forense, rientrando nell’ambito della car forensics.

Al convegno IISFA Forum 2019 presso l’Università di Foggia, Michele Ferrazzano presenta un intervento su queste tematiche.

La vehicle forensics

La vehicle forensics consiste nell’applicazione del protocollo scientifico della digital forensics per eseguire una perizia informatica sui veicoli: registrazione di posizioni, destinazioni, eventi relativi al funzionamento e all’utilizzo del veicolo , chilometri dall’ultimo tagliando, dispositivi collegati, rubrica e chiamate sono alcuni esempi di dati tipicamente presenti.

I veicoli moderni possono essere visti come un tipico sistema informatico con numerosi moduli elettronici collegati e controllati da diversi dispositivi informatici.

La prospettiva dell’autonomous driving

L’introduzione delle auto a guida autonoma comporta la produzione e la gestione di una ancora maggiore quantità di apparati hardware che portano in dote un enorme mole di dati digitali che possono assumere rilevanza in un contesto giudiziario e quindi richiedono l’adozione di tecniche di informatica forense.

I veicoli saranno comunque influenzati dai conducenti umani durante il lungo periodo di transizione da veicoli manuali e semiautonomi a veicoli totalmente autonomi, periodo nel quale certamente il rischio di incidenti non sarà pari a zero.

È possibile che il software commetta errori, sia violato o si trovi in condizioni impreviste non codificate oppure che ci siano dei malfunzionamenti della parte meccanica del veicolo, o ancora che si verifichino circostanze esterne impreviste quali ad esempio pedoni distratti o negligenti, condizioni climatiche critiche, animali selvatici…

La possibilità che un veicolo a guida autonoma possa essere coinvolto in una situazione di emergenza deve essere prevista, ovvero programmata nel codice del software di guida autonoma, per rispondere con un’adeguata modalità di guida che possa ridurre al minimo i danni.

Assumiamo, dunque, che sia possibile progettare e realizzare veicoli a guida autonoma in grado di causare un numero di incidenti inferiori con danni inferiori rispetto alle auto a guida umana.

auto a guida autonoma

Se i veicoli a guida autonoma causassero infatti più incidenti o incidenti più gravi, il loro impiego, oltre a non superare probabilmente qualsiasi processo autorizzativo, non sarebbe tollerato poiché esporrebbero utilizzatori e case automobilistiche a danni rilevanti dal punto di vista economico, reputazionale e anche penale.

L’esame di dati informatici in un ambiente nel quale a circolare sono veicoli guidati da sistemi informatici e non da esseri umani diventa cruciale in caso di incidenti.

L’accertamento tecnico informatico sul sistema di governo del veicolo e sui dati raccolti viene in ausilio per determinare tali responsabilità, richiedendo pertanto tecniche di informatica forense per il trattamento del dato digitale in questione.

I progetti di autonomous driving in Italia

Attualmente le città di Modena e di Torino ospitano progetti di sviluppo sul tema. In particolare a Modena con il progetto MASA (Modena Automotive Smart Area) è in atto un progetto tra Università di Modena e Reggio Emilia, Comune di Modena e Maserati per installare l’infrastruttura in un’area della città per sperimentare questa tecnologia.

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